Sabato 11 luglio 2026, ore 20:00. Nel giardino dell’Appia Antica Caffè, monologhi, poesie e canzoni romane in un’ora di spettacolo.
Roma mente — e lo fa con una grazia che non si trova altrove. Te la racconta sempre diversa, sempre più tua di quanto pensi, sempre capace di mostrarti qualcosa che non avevi ancora visto anche se ci abiti da una vita. In romanesco, quella menzogna affettuosa e necessaria si chiama bucìa.
Marina Leone ci ha costruito sopra uno spettacolo intero.
Roma è ‘na Bucìa è un progetto di teatro e musica dal vivo — un’ora di monologhi, poesie e canzoni che conducono il pubblico tra paesaggi, strade e personaggi romani. Non la Roma delle cartoline, ma quella che conosce chi la abita davvero: lo spirito e la vivacità, le tradizioni che resistono al tempo, la poesia che nasce da una chiacchierata da bar.
Sabato 11 luglio 2026, questo spettacolo arriva nel giardino dell’Appia Antica Caffè, alle 20:00.
Lo spettacolo: struttura e contenuti
Roma è ‘na Bucìa si snoda attraverso brevi inquadrature — come una sequenza di fotogrammi sulla città. Marina Leone è autrice di tutti i testi che interpreta dal vivo come voce narrante. Accanto ai suoi monologhi, le poesie di Doriana Chierici, che aggiungono un registro lirico e contemplativo alla narrazione.
Il tutto è sottolineato musicalmente dalla voce di Sara Modigliani e dalla chitarra di Giancarlo D’Agostini. Non è un accompagnamento di sottofondo: la musica entra e uscisce dalla narrazione, la amplia, la commenta, la contraddice quando serve. Canzone romana e parola si alternano con la naturalezza di chi ha lavorato a lungo su questo equilibrio.
Il progetto ha vinto il Bando EStiamo Insieme 2021 e ha già incontrato il consenso di molti pubblici in tutta la città.
La canzone romana: una tradizione lunga e poco raccontata
Per capire cosa porta Sara Modigliani in scena, vale la pena fare un passo indietro.
La canzone romana non è un genere omogeneo. È un insieme di filoni — la canzone dialettale di fine Ottocento, gli stornelli, le ballate dei quartieri popolari, i canti di lavoro — che si sono evoluti nel corso del Novecento attraverso voci molto diverse tra loro: da Romolo Balzani, considerato il massimo nome della canzone romanesca degli anni Venti, fino a Gabriella Ferri, che negli anni Settanta ne ha restituito una versione personalissima e irripetibile, passando per Claudio Villa, Alvaro Amici e tanti altri.
Quella tradizione rischiava di ridursi a folklore. È stata la ricerca appassionata e sistematica di musiciste come Sara Modigliani a recuperarne gli aspetti più raffinati e a restituirli a un pubblico contemporaneo, liberandola dall’immagine pittoresca che spesso ne oscura la profondità.
Sara Modigliani: cinquant’anni di ricerca sulla canzone di Roma
Sara Modigliani nasce a Roma nel 1948 e inizia nel 1971 la sua attività di ricerca sulla musica contadina e popolare italiana, collaborando con personalità del mondo musicale e culturale come Giovanna Marini e Alessandro Portelli. È stata voce femminile e flautista nella prima formazione del Canzoniere del Lazio, tra il 1973 e il 1974. Il Resto del Carlino
Centrale nel suo lavoro è il ruolo di ricercatrice e interprete del repertorio della canzone romanesca, al fine di recuperarne l’immagine meno conosciuta e rivalutarne gli aspetti più raffinati. Nel 2001 ha inciso Barcarolo Romano, album dedicato alle canzoni di Romolo Balzani. Dal 2009 è attiva con il Canzoniere di Roma, progetto nato per riproporre la canzone tradizionale romana nel rispetto dei colori sonori e dei timbri originali.
Una carriera costruita sulla conoscenza diretta di un repertorio che molti citano e pochi hanno studiato davvero.
Gli interpreti
Marina Leone è l’ideatrice del progetto, autrice di tutti i testi e voce narrante dello spettacolo. Il suo è un lavoro di scrittura che parte dall’amore per la città e ne cerca le storie meno ovvie — quelle che non finiscono sulle guide turistiche ma che i romani riconoscono immediatamente.
Sara Modigliani porta la voce — e con essa decenni di ricerca sulla canzone tradizionale di Roma, sul repertorio popolare del Lazio, sulla memoria orale di una città che ha sempre cantato molto più di quanto i libri di storia abbiano registrato.
Giancarlo D’Agostini accompagna alla chitarra, tenendo insieme narrazione e musica con una presenza discreta ma necessaria.
Un’ora di spettacolo nel giardino dell’Appia Antica
Portare questo spettacolo nel giardino dell’Appia Antica Caffè non è una scelta casuale. La Via Appia è essa stessa un racconto di Roma — una delle poche strade del mondo in cui duemila anni di storia sono ancora fisicamente percorribili, dove ogni basolo ha una memoria e ogni pino racconta un’era diversa. Uno spettacolo che parla dell’anima di Roma ha, qui, un contesto che amplifica ogni parola.
Il giardino esterno del locale, sotto i pini millenari, è la stessa location che da maggio 2026 ospita il calendario di eventi serali dell’Appia Antica Caffè — concerti, presentazioni di libri, spettacoli teatrali. Uno spazio con le proporzioni giuste per questo tipo di esperienza: abbastanza intimo da non disperdere la voce, abbastanza aperto da respirare.
Informazioni pratiche
📅 Data: Sabato 11 luglio 2026
🕗 Orario: Ore 20:00
📍 Dove: Appia Antica Caffè — Via Appia Antica 175, Roma
🌳 Location: Giardino esterno, all’aperto
In scena:
Marina Leone — ideatrice, autrice dei testi e voce narrante
Sara Modigliani — cantante
Giancarlo D’Agostini — chitarra
🍷 Formula serata: 18€ a persona
Concerto + Spritz o calice di vino + salumi, formaggi e verdure
Disponibile anche in versione vegetariana
La prenotazione è altamente consigliata. I posti in giardino sono limitati.
Si prenota esclusivamente per telefono:
📞 06 89879575
💬 WhatsApp: 375 5046930

