Sabato 18 luglio 2026, ore 20:00. Standard swing, bossa nova e canzone italiana nel giardino di Via Appia Antica 175.
Ci sono repertori che attraversano il tempo senza sbiadire. Gli standard del jazz classico americano, quelli scritti da Duke Ellington, Cole Porter, Louis Armstrong e George Gershwin tra gli anni Venti e i Cinquanta — appartengono a questa categoria rara. Non sono canzoni nel senso convenzionale: sono architetture musicali costruite per durare, abbastanza solide da reggere infinite reinterpretazioni senza perdere forma.
Sabato 18 luglio 2026, il Rea Bets Duo porta quel repertorio nel giardino dell’Appia Antica Caffè, alle 20:00. Roberto Rea al piano e alla voce, Fabio Bettini al flauto e al sax.
Il repertorio: dagli standard degli anni ’30 alla “giocosità italica”
Il programma del Rea Bets Duo si sviluppa su più livelli e non si ferma a un solo genere.
Il punto di partenza sono gli standard swing e blues degli anni Trenta e Quaranta, il cuore storico del jazz classico americano. Ellington, Porter, Armstrong, Gershwin: compositori che hanno definito il linguaggio del jazz moderno, ciascuno con una voce inconfondibile.
I giganti dello standard jazz
Duke Ellington (1899–1974) è stato compositore, pianista e bandleader per quasi sei decenni. La sua produzione — oltre mille composizioni — comprende brani diventati standard universali: Caravan, Take the A Train, Mood Indigo. Inventò un modo di scrivere per orchestra che mescolava jazz, blues e influenze classiche in modo che nessuno aveva mai tentato prima.
Cole Porter (1891–1964) portò nel jazz la sofisticatezza letteraria e armonica della canzone da Broadway. Testi ironici, giri armonici inaspettati, melodie che sembrano semplici e nascondono complessità strutturale: Night and Day, I’ve Got You Under My Skin, Anything Goes.
Louis Armstrong (1901–1971) ha ridefinito il concetto stesso di improvvisazione jazzistica. Come trombettista e cantante ha trasformato la voce in uno strumento e lo strumento in una voce — rompendo la distinzione tra i due.
George Gershwin (1898–1937) ha attraversato il confine tra jazz e musica classica in entrambe le direzioni. Summertime, Someone to Watch Over Me, ‘S Wonderful: melodie che appartengono ormai alla memoria collettiva mondiale.
Bossa nova, Latin jazz e “giocosità italica”
A quel nucleo americano il duo affianca la bossa nova brasiliana e il Latin jazz — due declinazioni degli anni Cinquanta e Sessanta che hanno portato nuove strutture ritmiche e armoniche nel linguaggio jazzistico.
E poi arriva la parte italiana — quella che il cliente chiama con precisione “giocosità italica”: Paolo Conte, con il suo jazz nebuloso e letterario che trasforma l’Asti degli anni Cinquanta in una città immaginaria piena di personaggi improbabili; Bruno Martino e la malinconia autunnale di Estate; Fred Buscaglione, che negli anni Cinquanta inventò un personaggio di gangster ironico e adorabile, portando il jazz americano nel cabaret italiano con risultati che non si sono più replicati; Renato Carosone, pianista napoletano che mescolava tarantella, boogie-woogie e musica tradizionale con un umorismo preciso e inarrivabile.
Un duo, due strumenti, un dialogo
Il formato del duo — piano/voce e flauto/sax — è uno dei più adatti al jazz: abbastanza essenziale da lasciare spazio all’improvvisazione, abbastanza ricco da costruire un suono completo senza sezione ritmica fissa. Il dialogo tra gli strumenti è il cuore dello spettacolo.
Informazioni pratiche
📅 Data: Sabato 18 luglio 2026
🕗 Orario: Ore 20:00
📍 Dove: Appia Antica Caffè — Via Appia Antica 175, Roma
🌳 Location: Giardino esterno, all’aperto
Rea Bets Duo:
Roberto Rea — piano e voce
Fabio Bettini — flauto e sax
🍷 Formula serata: 18€ a persona
Concerto + Spritz o calice di vino + salumi, formaggi e verdure
Disponibile anche in versione vegetariana
La prenotazione è altamente consigliata. I posti in giardino sono limitati.
📞 06 89879575 · 💬 WhatsApp: 375 5046930

